Il cibo come cultura..leggete, leggete!! ;)

Come detto altrove..ho ricominciato a studiare..ma non vi racconto nulla di più preciso per il momento..(dice che il mistero renda più affascinanti..ihihihihi)..
L'autore, Massimo Montanari, non ha certo bisogno di presentazioni, trattasi infatti di uno dei maggiori specialisti mondiali di storia medioevale e storia dell'alimentazione.
Il libro è uno dei testi fondamentali della cultura gastronomica ed ha il grande pregio di essere scritto con un linguaggio lineare, comprensibile e alla portata di tutti..
Come descrive l'autore nelle pagine dell'introduzione "il cibo è quindi cultura quando si produce perché l'uomo ambisce a creare il proprio cibo, il cibo è cultura quando si prepara perché una volta acquisiti i prodotti base della sua alimentazione l'uomo li trasforma mediante la sua tecnologia, il cibo è cultura quando si consuma perché l'uomo lo sceglie con criteri legati sia alla dimensione nutrizionale, sia a valori simbolici".
Questa triplice valenza del cibo come strumento per esprimere e comunicare la propria cultura, porta a parlare della costruzione del cibo da parte dell'uomo poichè l'uomo interviene sulla natura per "costruire" e "creare" il proprio cibo;la preparazione del cibo e la cucina come naturale protagonista con una serie di aneddoti storici su cucina scritta ed orale e sulle pratiche culinarie che rendono migliori i cibi sia nel gusto che nella sicurezza alimentare.
Altro capitolo è dedicato al "Il piacere della scelta" dove è descritto come il cibo sia frutto della nostra identità. L'ultima sezione è dedicata a come la tavola possa diventare luogo di scambio culturale frutto dell'incontro e dello scambio di uomini, materie prime e tecniche.
Per una volta si parla di cibo non sotto forma di ricette e vi garantisco che è un'altra prospettiva di grande fascino..
Commenti
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ciao,
Concordo con quanto detto da Elisabetta: Montanari non e' solo un'autorita' della storia e cultura dell'alimentazione, ma ha anche il buon vizio di saper scrivere, cosa non da poco. E' il "living sign" che si puo' essere dotti ma anche chiari e sapersi esprimere.
Baci!
Carolina
PS: La settimana prossima mi ricoverano per il parto indotto, se la bimba non si decide entro questo finesettimana. Mandero' notizie!