lunedì 26 gennaio 2015

Broccolo di Natale lontano

Oggi serviva darsi da fare.. e io mi do da fare sempre, non mi nascondo, anzi troppo spesso me lo vado a cercare il da fare, con torcia e lente di ingrandimento.
Non ne riesco a fare a meno, mi impelago di continuo, restando invischiata spesso, senza forze anche.. perché la coperta e sempre troppo corta  e i miei piedi restano scoperti tantissime volte.
Mi fermo.
Basta storie di complicati modi di vivere le cose del mondo.
Torniamo al darsi da fare, e in particolar modo al darsi da fare con i broccoli.
Il principe ranocchio della mia cucina, brutti, verdi e puzzolenti nascondono un cuore d' oro, un animo forte e alle volte anche una bionda chioma su un cavallo bianco.
Sono amici fedeli che riservano sempre altro oltre le apparenze, in ogni occasione resteranno al tuo fianco con un cuore generoso.
Oggi li ho sfruttati per un Natale sfasato, per portare calore su una tavola che chiedeva unione e condivisione, un pranzo che voleva quasi chiedere scusa di una mancanza, di una assenza..
E' stato bello, bello da impazzire perchè il desiderio di condividere ha creato l'occasione, ha portato il Natale in tavola il 25 gennaio..
e allora un broccolo si, cari miei, un broccolo è il compagno giusto per trasformare una data in un Natale del cuore..un 25 gennaio, 
con un broccolo silenzioso ricordo fiorati e parole.

Facili come non mai
Broccoli siciliani cotti a vapore, un po' di sale un po' di pepe
Una bella teglia calda di porcellana imburrata, dispongo i broccoli e li schiaccio grossolanamente con una forchetta
Una generosa dadolata di caciotta di mucca mescolata  e poi ancora uno strato di broccoli grossolamenente schiacciati
Mollica di pane grossolana, grana grattuggiata e scaglie di mandorle tutto a coprire
Forno - Grill a 180° per 15 minuti circa..

Aprite il cuore e godeteveli generosamente!!!

Sabato mattina, il mio

C'era una volta una mattina in cui tutto tace, tutto è silenzioso e solitario.
Si chiama sabato mattina ed è in assoluto uno dei miei preferiti, soprattutto nel momento dell'attesa che inizi.
Il sabato mattina non ha aspettative di un vero giorno di riposo, ma è uno spazio rubato ai tanti che lavorano, alla vita che fuori comunque si accende, a qualche scuola che comunque anche questa mattina si apre.
Il sabato mattina non ha una natura sola, ma si adatta ai desideri di spazio di ognuno. 
E allora mi piace osservare come sia diverso per tutti.
Mi incanto a vedere chi esce presto con il carrello per andare a fare la spesa,chi ciondolante con una tuta improbabile legge il giornale al bar alle undici inoltrate, chi porta i bambini con bici e palloni al parco,chi esce in tenuta da corsa,chi semplicemente non esce e basta ciondolandosi in giro per la casa.

Il sabato mattina regala opportunità e non chiede ogni settimana di rispettare una rigida visione di se stessi, permette cambi di rotta, permette di essere pera, mela o banana e poi tornare di nuovo indietro.

In un anno quanti sabati mattina hai avuto Gnocco? Tanti, tantissimi diversi, complicati o terribilmente semplici.
Oggi qui c'è  il cielo terzo e un vento fresco, che insieme al sabato mattina regala aria nuova.. allora solo orzo caldo con un cucchiaio di miele di castagno, niente ricetta solo bentornati a voi..


lunedì 3 giugno 2013

Leggiadro, pizzicato, sulle punte..quasi..Crumble di fragole al profumo di menta


Questo è un dolcetto, così di quelli facili, senza pretese, che non chiedono troppa attenzione e troppa concentrazione, ma che nascono bene, diciamo sempre, o quasi sempre...

il quasi è dato dai dettagli, chiedono mani leggere, mani che sappiano pizzicare, leggiadre, mani senza pensieri, mani che guardano la forma più che la sostanza, è un dolce dove mi perdo a tagliare le fragole a cubetti piccoli anche se in forno nessuno nè vedrà più la forma, è un dolce dove con cura preparo briciole distinte anche se poi quello che si apprezzerà sarà il tutto un dolce di dettagli che la cottura porterà via,
il quasi è mio,il quasi è una questione personale,
pochi lo noteranno il quasi, tutti forse apprezzeranno che è buono e basta.


Bene allora Gnocco,
quanto sono leggere le tue mani oggi?
Fuori il sole c'è, tiepido, non da maggio, ma c'è
Nani, sono li che pascolano e uno ogni tanto entra e sbriciola con te

Bene allora Gnocco,
Quanto uguali riesci a tagliare le fragole?
Quanto riesci a respirare Gnocco?
Quanto riesci a sbriciolare la pasta?
Nelle fragole aggiungo qualche foglia di menta, insieme allo zucchero e limone e poi in frigo
Le briciole vogliono 100gr di burro, 100gr di zucchero di canna, 100gr di farina, tutto in una terrina
e si inizia il lavoro più bello di questo dolce. Poi in forno 180°C diciamo 30 minuti.

Bene allora Gnocco,
Quanto libera ti senti mentre sbricioli?
Quanto ti senti leggiadra nel farlo?
Quanto zucchero hai detto che serve?
Le mani devono lavorare l'impasto con le punte delle dita,
come un ballo sulle punte, i pensieri devono restare nel palmo non scivolare sulle punte,
i pensieri possono restare nel cuore,
ma le punte devono pizzicare l'impasto e non lasciare tracce di tutto quello che dentro passa.

Bene allora Gnocco,
è abbastanza di dettaglio?
la forma ti ha portato via dalla sostanza delle cose o testarda lì sei restata?
la pallina di gelato di vaniglia che fa ridere e basta sei riuscita a servirla?

Il crumble di Gnocco è ricco di quasi,
di tante domande che leggiadre, cadono pesanti,
di tante storie che passano e solo in parte trovano conforto in un dolcetto così,
di quelli facili e basta.



venerdì 29 marzo 2013

Prima che vai, e poi ritorni..maccheroni pachino, cavolo siciliano, acciughe e pangrattato



Cucinate il broccolo siciliano a vapore,  prendete una bella padella capiente, olio extravergine, e fate sciogliere un paio di filetti di acciughe, poi fate rosolare il broccolo che avete cotto in precedenza, aggiungete 4/5 pachino tagliati  a metà.
In un altra padella fate tostare del pangrattato (considerate due cucchiai colmi a persona).
Scolate i maccheroni e ripassateli nella padella con il broccolo e solo alla fine quando saranno ben ripassati, aggiungete il pangrattato.

Potete spolverare con del pecorino...


Ho preparato questa pasta un sabato a pranzo, di quelli che "vediamo che c'è nel frigo di commestibile",
dopo quel sabato non ci sono stati sabati simili per una lunga e noiosissima serie di innumerevoli ragioni.
Ho ritrovato le foto e ho pensato che era stato un bel sabato, di quelli di casa, di vita normale, un pranzo del quotidiano, senza troppe ambizioni, ma anche con un po' di impegno.
Ritrovo le foto e penso a tuttaltro, si la ricetta, ma dentro tutta la voglia di indipendenza di quel sabato mattina in cui l'ho preparata e tutta quella voglia che oggi mi ruba sonno e fiato.
Prima che vai e che poi torni , lascio messaggi chiusi nella ricetta, messaggi che parlano di me e di quanto abbia voglia di tornare a cucinare a casa mia, di quanto abbia voglia di riavere tutte le mie "C" quelle facili e quelle impossibili.
Messaggi rosolati nel pangrattato che parlano di spazi piccoli da ritagliare, per me e per chi va, parlano di spazi da ritrovare per poterne immaginare di nuovi.
Rivedo questo broccolo e penso che se non ritrovo zone mie, tempi esclusivi, non sarò in grado di rimmaginare nulla, sia per chi resta che per chi va...
Nel mezzo di chi resta e chi va, che poi torna, ho bisogno di capire dove e come incastrare nuove energie che oggi sembrano solo scivolare via..
Prima che vai, vorrei dirti che io resto, anche senza cucina, anche senza spazio e tempo, resto perchè uno spazio si ritrova, un tempo si ritaglia e che poi torni.



venerdì 1 febbraio 2013

La teoria dello sformato, di quanto riempe o svuota la mente, di quanto la rende leggera e di quanto la rende appagata



Facilissimo,
lo avrete fatto un milione di volte, lo avrete mangiato alle feste di quando eravate tredicenni, lo avrete preparato per fare una scampagnata, lo avrete chiamato in mille modi diversi, gattò, pizza, ha un milione di nomi diversi..
Si fa perchè è buonissimo, semplice, è un piatto unico, completo, dal primo al contorno, è rotondo e se lo sai fare bene non richiede di mangiare null'altro, con un piatto solo risolvi la cena.
Io invece stasera lo preparo perchè vorrei cucinarne un milione di piatti, avere un elenco di ricette da seguire, provare le mille versioni di sformati, tutti quelli di una vita, ci avete mai pensato...ma quanti sformati si possono mangiare, quanti davvero buoni, quanti invece solo di rosticceria.
Lo preparo perchè vorrei davvero provare la mia teoria dello sformato, di quanto riempe o svuota la mente, di quanto la rende leggera e di quanto la rende appagata.
Eccola qui, ci sono piaceri semplici, che sono come uno sformato di patate, sono buoni e basta, chiari, semplici e lineari.

Poi ci sono altri piaceri, altri desideri, altre tensioni che sono appaganti, sempre come uno sformato; non hanno la stessa rotondità dei precedenti, ma svuotano la testa o la riempono, rallentano il respiro, appagano, prima di essere buoni.
Le sfumature di quelli che appagano, di quelli che hanno il sapore un po' di ignoto, di quelli che non conosci ancora che profumo abbiamo, oggi vorrei imparare a cucinare quelli.
Aggiungiamo, zenzero o noce moscata?Forse bacon affumicato, forse zafferano..non lo so, per ora non me lo domando ma vorrei trovare una di queste di ricette, da qualche parte ci saranno scritte, anche se tutti mi raccontano di sformati buoni..io stasera cerco gli altri.
Il mio non lo so come è venuto..se sarà quello delle feste del liceo, o sarà tra quelli che ancora devo provare..


Prendete 4 patate piuttosto grandi, un bocconcino di mozzarella, un etto di prosciutto cotto di ottima qualità, noce moscata, 2 uova, pan grattato e olio, si sale...

Fate bollire le patate, schiacciate, aggiungete noce noscata, sale, olio un paio di cucchiaini, due uova intere, dadini di cott, pezzetti di mozzarella, e impastate tutto, con energia, , prendete una bella teglia non troppo alta oliate e spargete ed pan grattato, mettete il vostro impasto e ricoprite di pan grattato.
In forno a 180°, circa 30 minnuti e poi 5 minuti di grill